I SANTELLI E LA DEVOZIONE POPOLARE
Sparsi in vari punti del Parco del Barberino si possono incontrare dei piccoli sacelli di varie epoche costruiti da contadini quali testimonianze della fede e della devozione popolare. Il criterio di scelta dei luoghi non ci è noto. Certamente  non era casuale: le santelle venivano poste su percorsi molto battuti o nei punti di biforcazione di una strada e quindi ben in vista per i viandanti che, passando, non disdegnavano un segno di croce, un Pater o magari solo il gesto di togliersi il cappello in segno di rispetto per le immagini sacre. Il luogo doveva essere comunque di una certa sacralità, legato alla tradizione orale (come nel caso di San Antonio), a leggende o a culti precristiani. Nella vicina Valtellina da uno studio risulta che le santelle sorgevano vicino a tracciati di vecchie strade romane e nei pressi di rocce incise durante la preistoria, segno evidente di continuità del luogo di culto. Ma anche nella nostra Valle, a Campanine di Cimbergo, spesso si riscontrano santelle edificate sopra o vicino a rocce incise in epoca pagana. 
La devozione popolare giocava un ruolo importante, ma anche la chiesa ufficiale interveniva con la benedizione dei luoghi quasi per vigilare una religiosità che poteva altrimenti diffondersi in modo incontrollato. 
Fino ai primi decenni del nostro secolo sono testimoniate processioni che, partendo dalla chiesa parrocchiale con in testa la croce e il clero, scendevano nelle colture benedicendo campi e fermandosi davanti ad ogni santella per recitare delle preghiere. Il recarsi nei campi per propiziare la fertilità della terra e quindi l’abbondanza del raccolto era una consuetudine che si svolgeva ogni anno all’inizio della primavera: questa pratica è da leggersi come continuità di culti precristiani. Ancora in periodi di particolare siccità e quindi di grande rischio per i raccolti, si svolgevano le cosiddette novene delle «rogasciù» che, partendo al mattino presto dalla chiesa parrocchiale, si snodavano nei vari sentieri ogni giorno con percorso diverso, da Barberino a Bardisone, fermandosi e pregando affinché i santi intercedessero perché piovesse. 

introduzione
il territorio
le rocce
il bosco
il sottobosco
le piante 
medicinali
le acque
i caséi
il castello in 
zona plagnù
i santelli
i ciòs
la croce della 
peste
la chiesa di 
s.stefano

 


 
 
questo sito è stato realizzato con il contributo di: