I CIOS
La località «Ciòs», che si estende fra i comuni di Cividate e di Berzo Inferiore, comprende un insieme di proprietà, ciascuna costituita da un casello e da un fondo adiacente coltivato a vite. 
Il nome «Ciòs» deriva dal latino «clausus» = chiuso, cintato; infatti tali fondi sono protetti con delle recinzioni.
Ogni fondo ha il suo casello ed ogni casello ha la sua cisterna per la raccolta dell’acqua piovana dovuta alla carenza d’acqua patita in quei luoghi. Sembrava che tra i proprietari di Cividate e quelli di Berzo maturasse l’accordo per una tubazione che da Berzo portasse ai Chiosi l’acqua necessaria; per l’intesa, ora sfumata, si era molto interessato il cividatese Damiola Maffeo, assessore al comune di Berzo. 
Negli ultimi anni i vigneti sono stati estirpati in favore di altre coltivazioni richiedenti minor cura, ma è noto che, in passato, nei Ciòs venivano coltivate vigne fertilissime quali l’uva «Balsamina», la «S’ciaa» e il «Cias negher». 
Parlando dei Ciòs, le persone più anziane ricordano curiosità, aneddoti, particolari episodi e purtroppo anche tragici fatti di cronaca. 
Si racconta infatti che in passato:
• nei caselli di proprietà Tovini la famiglia del massaro Giovanni Damioli (Tante) vi abitava da aprile a novembre...
• la gente si contendeva, per ricavarne legna da ardere, i lotti per il taglio del bosco, «squadri», assegnati dal Comune per estrazione... 
• quei luoghi furono anche testimoni di fatali gesti di disperazione...
• un fine settimana nei Ciòs costituiva per gli sposi l’ideale alternativa al viaggio di nozze...  

introduzione
il territorio
le rocce
il bosco
il sottobosco
le piante 
medicinali
le acque
i caséi
il castello in 
zona plagnù
i santelli
i ciòs
la croce della 
peste
la chiesa di 
s.stefano

 


 
 
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