|
|
Vista la toponomastica, la tradizione orale potrebbe trovare una effettiva conferma nella realtà. È inoltre ipotizzabile che nelle vicinanze vi fosse un lazzaretto finora mai localizzato. L’affresco originale che decorava l’edicola adiacete alla croce, è andato perduto e questo non dà alcuna certa informazione sulla devozione specifica di questo luogo ovvero quali santi intercessori erano stati qui invocati; è, però, a nostro avviso molto probabile la presenza dei santi Rocco e Sebastiano, anche se ciò non è dimostrabile. La devozione dei cividatesi per questo luogo continuò fino ai primi decenni del ’900 quando le processioni alla croce e al santello si svolgevano non più per la peste, ma per il tifo. La calamità era cambiata, ma il luogo, proprio per l’attaccamento popolare e per le sue accreditate proprietà taumaturgiche, continuò ad essere meta di devoti che si raccomandavano affinché la nuova epidemia non li contagiasse. Lo stesso mons. Lorenzo Giacomini si recava in processione una volta all’anno in Barberino seguito da un folto numero di fedeli. Oggi in quel luogo si trova ancora l’edicola in cui è rappresentata una Madonna di recentissima fattura; poco più in là, a perenne ricordo di tante vittime delle pestilenze, un’imponente croce in legno cerca di sovrastare il crescente bosco che le sta intorno... |
|
||||
|
|
|
|
||||
|