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Quando le proprietà collettive passarono ai Comuni, un decreto del 24/6/1933 del Commissario per la liquidazione degli usi civici di Milano mantenne gli usi civici già esercitati per salvaguardare il fabbisogno della popolazione. Negli ultimi decenni l’importanza del bosco per la sussistenza delle famiglie è venuta meno: altre attività economiche, altri mezzi di riscaldamento hanno di fatto portato all’abbandono dei suddetti usi civici. Si deve risalire infatti al 1960 per ritrovare l’ultimo taglio di una certa consistenza. Dopo questo periodo si è passati dall’impoverimento del bosco al suo invecchiamento per la mancanza di interventi mirati e programmati. Dagli anni 70, però, si è andato affermando un diverso uso del bosco legato ad una nuova cultura ambientale. Dopo aver costruito città di asfalto e cemento, aver sfruttato l’ambiente fino a romperne l’equilibrio ecologico, l’uomo si è finalmente accorto che il suo futuro dipenderà dalle «condizioni di salute» dell’ambiente naturale. Inoltre, per il suo benessere psicofisico egli ha bisogno di verde, di silenzio, di aria, di acqua, di possibilità di distrazione e di svago, in una parola, di natura. E la natura per rimanere intatta come alle origini deve essere conservata e protetta. È con questi intenti che il 5/11/86 il Consiglio Comunale di Cividate ha deliberato l’istituzione del Parco locale di Barberino inserendolo fra le aree protette. In particolare il piano del Parco prevede che il diritto al legnatico sia finalizzato esclusivamente all’incremento delle funzioni produttive, protettive e turistico ricreative. A partire dal 1988 sono stati effettuati molteplici interventi: ripulitura e manutenzione dei sentieri, ripulitura del bosco dalle infestanti, riceppatura, rinfoltimento con specie pregiate, costruzioni di muri di sostegno, di un piccolo acquedotto e fontanelle. Sono state inoltre realizzate infrastrutture ricreative quali il «percorso vita», aree destinate alla sosta e tracciato un itinerario didattico. |
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