da sinistra: Celidonia  e Poligala.
 
 

Pervinca e Pungitopo.

 

ILE PIANTE MEDICINALI
IUna caratteristica poco conosciuta del Parco del Barberino è la varietà di piante officinali presenti nel suo territorio. I contadini utilizzavano le sostanze medicinali  contenute in tali piante come rimedio naturale ai loro piccoli malesseri quotidiani. Alcune sostanze contenute in queste piante, specie se assunte in dosi abbondanti o sbagliate, possono produrre effetti tossici, per cui prima di ricorrere a infusi o decotti è opportuno consultare uno specialista. Le più diffuse nel Parco sono:
Pungitopo (Ruscus aculeatus):
è’ un  piccolo arbusto sempreverde con una radice robusta il cui frutto è una bacca sferica di colore rosso vivo. La radice è diuretica e molto usata per eliminare calcoli, infiammazioni renali; utile anche per il trattamento delle varici e delle emorroidi. 
Il nome deriva dall’uso che  ne facevano i contadini per proteggere dai topi alcuni prodotti sospesi alle pareti.
Celidonia (Chelidonium majus):
E’ una pianta erbacea perenne che fiorisce nei mesi di maggio, giugno e luglio, chiamata anche «erba porraia». Infatti, la medicina popolare usa il lattice giallastro quale caustico contro verruche e porri. Questo lattice, però oltre alla sostanza colorante gialla, contiene delle sostanze tossiche simili alla morfina e papaverina: da qui la sua azione sedativa. 
Pervinca (Vinca minor):è’ una pianta erbacea perenne con foglie sempreverdi che fiorisce in marzo e aprile. Dalle sue foglie si estrae la vincamina utilizzata in terapia: viene proposta nel trattamento dell’insufficienza circolatoria cerebrale, per disturbi della memoria, per l’irritabilità ed instabilità dell’umore. Era la principale componente di tutti i magici filtri d’amore che cercavano di «legare» sentimentalmente la persona amata.
Poligala o Falso Bosso (Polygala chamaebuxus):è un arbusto ramoso alto 5-20 cm che fiorisce fra marzo e giugno. Le sostanze medicinali sono contenute nella radice che viene raccolta in settembre. Il suo decotto è utile come espettorante nelle bronchiti, calma gli stimoli della tosse, della pertosse, fluidifica e aumenta le secrezioni bronchiali e salivari, attenua gli eccessi di asma bronchiale. Una varietà di tale pianta (che cresce in altura) veniva somministrata alle mucche, alle capre e anche alle nutrici per favorire la secrezione del latte. 

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