I CASEI
Il Parco, specie nella zona di Bardisone, è punteggiato come un grande presepio da queste caratteristiche costruzioni che in passato costituivano elemento essenziale dell’economia contadina di Cividate.
Alcuni di questi «caséi» conservano interessanti presenze di incisioni ed iscrizioni datate su pietra o su legno, murature con elementi di recupero da demolizioni di antiche costruzioni. 
Tutti i caselli presentano un locale-stalla multiuso e un soppalco adibito a fienile. Le bestie vi stazionavano specialmente in primavera ed autunno per i lavori del fondo, per consumare il fieno raccolto sul posto per il pascolo e per crearvi una riserva di concime. In certi periodi di bisogno, il contadino passava al casello anche la notte usando il fienile come giaciglio. Ogni casello insiste su un fondo più o meno ampio, per lo più coltivato a vite, a volte con piccolo prato e pochi alberi da frutto per non danneggiare i vigneti. Ora in buona parte le viti sono state estirpate ed il terreno lasciato incolto. 
Ma i caselli restano pur sempre testimonianza di un periodo in cui affondano le nostre radici e sembra doveroso citare i proprietari come ringraziamento per la manutenzione di questi manufatti e come invito a favorirne la conservazione. 
Mancando lo spazio per citarli tutti, ne chiediamo scusa agli omessi.
Bardisone: Troletti Virgilio; Cossetti Giovanni (Gusèt) ; Bonafini Enzo (Nane); Cucchini F.lli fu Tullio; Torri F.lli fu Bortolo; Troletti Eugenio; Ortensi Stefano (Gigant); Ortensi Giovan Maria; Frerini fu Luigi; Disetti Bortolo fu Marino; Bratti Giovanni; 
Costa: F.lli Casari; Vangelisti Fausto; F.lli Damioli (Palmole) con F.lli Frerini fu Carlo; 
Margole: Troletti Giacomo (Giaino) prop. Tintori; F.lli Damiola. Le famose Margole di don Morosini proprietà della Curia.
Ciòs: Cossetti Antonio; Menolfi Pietro (Bruschi); Frerini Francesco (Ceschèt); Tovini (due caselli) e altri ancora.
 

introduzione
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i ciòs
la croce della 
peste
la chiesa di 
s.stefano

 


 
 
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