| LA PIEVE DI S.MARIA
ASSUNTA |
L’antica Pieve di Cividate
sorse nel V-VI sec. d.C. su un preesistente luogo di culto pagano. Durante
gli scavi del 1949 è stato messo in luce il primitivo livello costruttivo,
costituito da un ambiente a tre absidi. L’istituzione pievastica, centro
di irradiamento del cristianesimo nella zona, ma anche fulcro economico
ed amministrativo, raccolse l’eredità della centralità di
Cividate in epoca romana.
Nell’XI secolo l’edificio
fu ampliato e ricostruito in forme romaniche, come contemporaneamente avviene
per la chiesa di S.Stefano. Le sopravvivenze architettoniche di questa
fase si limitano alla porzione inferiore della torre campanaria, che conserva
tracce dell’antico nartece ( atrio d’ingresso all’edificio ecclesiastico
) altomedioevale, e alla parte absidale nella quale si evidenziano gli
elementi caratteristici di questo stile. Il fronte absidale presenta un
paramento murario che testimonia una notevole perizia costruttiva. Fra
corsi regolari di conci di pietra si notano inserimenti di mattoni in cotto
disposti a spina di pesce, quasi una citazione di una tecnica in uso in
epoca romana, denominata opus spicatum. Aperture successive hanno compromesso
l’assetto originale di cui restano due strette monofore laterali, all’interno
degli spazi scanditi da sottili lesene.
Nel XV secolo l’edificio
fu nuovamente ampliato, con l’allungamento della navata che ingloba l’antistante
chiesa battesimale, dedicata a S.Giovanni Battista. Questa anomala situazione
viene documentata dalle visite pastorali controriformistiche e nel 1580
S.Carlo Borromeo ne ordina la modifica.
All’inizio del ‘700 si diede
inizio alla definitiva trasformazione della chiesa, in forme barocche,
la prima pietra venne posta nel 1706. Alla ricostruzione parteciparono
attivamente gli abitanti di Cividate, sia attraverso la donazione di beni
in natura e in denaro, sia fornendo giornate lavorative.
Nel 1752 hanno termine i
lavori, ma la chiesa assume l’assetto definitivo con la collocazione del
portale d’ingresso in marmo, nel 1780 e l’innalzamento del campanile di
8 metri nel 1877.
L’interno conserva numerose
opere d’arte fra le quali si segnalano la pala raffigurante “Madonna con
Bambino e i Santi Stefano, Lorenzo, Giovanni Battista e Gerolamo” di Callisto
Piazza, del 1529; la “ Pala dell’Assunta” di Pietro Scalvini, del
1750, l’altar maggiore, pregevole opera marmorea del 1752 e affreschi di
Antonio Guadagnini del XIX secolo.
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