| IL
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA VALLECAMONICA |
ORARI:
aperto tutti i giorni dalle 9 alle 14. Chiuso il lunedì.
BIGLIETTI:
ingresso gratuito |
Il Museo Archeologico Nazionale
della Valle Camonica è situato a Cividate Camuno, in via Roma, 23.
L’istituzione è nata nel 1981 con il proposito di raccogliere e
di presentare al pubblico i materiali romani recuperati a Cividate e in
tutta la Valcamonica.
E’ facilmente raggiungibile,
in quanto collocato sulla strada statale, di fronte alla stazione ferroviaria,
immediatamente all’uscita della superstrada.
Per chi volesse dedicarsi
alla conoscenza della Valcamonica romana il Museo è fondamentale
punto di partenza: l’allestimento è assai curato e i pannelli illustrano
in modo chiaro i principali ritrovamenti archeologici e la situazione storica
che da essi si ricostruisce.
Una sala del museo. Cliccare per ingrandire.
Il Museo ha una piccola anticamera
che ospita alcuni reperti di età alto-medioevale provenienti da
Rogno. All’ingresso una carta archeologica della Valle Camonica aiuta il
visitatore ad individuare le principali zone di ritrovamento dei reperti
preistorici, romani e medioevali: la zona che ha restituito il maggior
numero di rinvenimenti è la media valle, da Capodiponte a Darfo
B.T. Le testimonianze romane si concentrano intorno a Cividate e nella
zona di Borno, ma ritrovamenti di epoca romana sono avvenuti un po’ in
tutta la valle.
La prima sala del Museo
è dedicata a LA CITTÀ e raccoglie i materiali recuperati
a Cividate nel corso di interventi di scavo mirato o d’emergenza. Al centro
della stanza si trovano i due mosaici, scoperti in una zona centrale della
città e probabilmente pertinenti alle terme. Fra il materiale esposto
meritano attenzione alcuni oggetti.
Sulla parete di fondo notiamo
l’oscillum, trovato in via Laffranchini: si tratta di un elemento d’arredo
d’abitazione, che andava sospeso e lasciato oscillare, realizzato
in marmo, raffigurante una testa di Menade da un lato e un satiro dall’altro.
Interessanti sono i
due piedi in bronzo, in quanto sono gli unici esempi di statuaria
bronzea conservatasi in tutta la valle. Il piede nudo si riferisce ad una
scultura eroica, se non ad una e vera propria immagine di culto; quello
calzato apparteneva alla statua di un cittadino benemerito, che certo aveva
avuto un ruolo importante nella vita pubblica della città.
Il frammento di statua in
marmo visibile accanto ai reperti sopra descritti è stato ritrovato
in via Rimaldo nel 1984 e raffigura il ventre panneggiato di un personaggio
ritratto in veste eroica (I sec. d.C.).
Merita una sosta anche la
parete che ospita diversi frammenti laterizi: sono stati finora recuperati
più di 60 bolli diversi, che testimoniano l’esistenza di fabbriche
in loco. Interessanti sono i bolli con caratteri nord-etruschi.
Per gli oggetti esposti
nelle vetrine rimandiamo a quanto detto nella sezione dedicata alle abitazioni
(cfr. L’ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO) così come per i reperti architettonici
(cfr. GLI EDIFICI PUBBLICI).
La seconda stanza è
divisa in 2 settori: I CULTI e LE NECROPOLI.
Per quanto riguarda i Culti
rimandiamo alla sezione ad essi dedicata (cfr. I CULTI).
A cura della prof. ssa
S. Solano e della classe V B I.P.S.S.C.T. “G. Ghislandi” Breno.
|
 |
 |
|