I PORTALI 

La tipologia edilizia, come abbiamo visto, muta nel corso del tempo e conosce delle caratterizzazioni peculiari nelle varie epoche. 
Ciò è particolarmente evidente se si osservano le aperture (porte, portali, finestre) inserite negli edifici storici.
Si possono notare soluzioni architettoniche adottate nelle soluzioni più antiche, quali le finestre del lato nord della chiesa di Santo Stefano, della fase alto medioevale, che si esprimono in finestre con arco in mattoni o nella sopravvivenza dell’apertura dell’accesso al Castello.
In epoca romana le chiese di Cividate presentano accurate monofore, concordemente con le caratteristiche di questo stile ampiamente diffuso in Valcamonica. 
Dal XIII secolo, la costruzione delle torri ci rende possibile l’osservazione delle scelte tecnico-costruttive che denotano l’alto grado di specializzazione raggiunto in questo campo.
Porte con archi con chiavi a T e strette feritoie sottolineano la funzione difensiva di tali strutture, mentre i rifacimenti successivi si adottano altre soluzioni. 
Dal XIV secolo si introduce l’uso della pietra simona, facilmente riconoscibile grazie alla sua evidenza cromatica.
Nel secolo successivo si diffondono i portali a gruccia, con l’architrave orizzontale poggiata su mensole, comparabili con numerosi altri esempi tipologicamente affini in vari centri storici della valle. 
Decorazioni e date, talvolta presenti, ci aiutano a collocare cronologicamente questi manufatti, come il portale verso la Piazza con inscritta la datazione 1463 affiancata da complesse rosette.
Pienamente rinascimentale è la decorazione del portale di casa Lanfranchini, sempre verso la piazza, della fine del 400, dove funzionalità ed estetica si compenetrano con esiti di grande armonia.
 

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