| ISANTA MARIA AL
PONTE DI MALEGNO |
In origine, nel luogo ove
oggi sorge la chiesa di S.Maria al Ponte, esisteva uno xenodochio, citato
in un documento dell’841, che aveva la funzione di ospizio per fornire
rifugio, assistenza materiale e religiosa ai viandanti e pellegrini. Allo
xenodochio era annessa una cappella anticamente dedicata ai Magi ( protettori
dei viandanti) ai quali i pellegrini facevano affidamento, prima di iniziare
o riprendere il loro viaggio. Questa struttura eredita le funzioni della
mansio romana, cioè di quelle stazioni di accoglienza e di ristoro
collocate solitamente lungo le principali assi viarie. Infatti era situata
in prossimità del vecchio ponte romano che aveva un’importanza fondamentale
in Vallecamonica, perché era l’unico punto di collegamento fra le
due sponde per l’intera zona. La chiesa vera e propria nasce intorno al
1250, in stile tardo-romanico, ben testimoniato dal campanile e dalle
monofore poste ai lati dell’edificio.
Essa conserva delle originali
forme romaniche le monofore inserite nelle pareti laterali e l’armonioso
campanile, con inserti in marmo bianco e bifore sommitali.
L’architrave del portale
maggiore, realizzato in pietra simona, presenta due iscrizioni, la prima,
più antica, del 1350 e la seconda, del 1629, all’interno di una
partizione che comprende elementi figurativo - simbolici, una croce greca
accompagnata da rosette e dal chiodo della crocifissione e la mano benedicente.
L’edificio viene ampliato,
probabilmente nel XV secolo con l’aggiunta di due campate e rimaneggiato
in forme barocche all’inizio del ‘600 e successivamente, nel ‘700, momento
nel quale vengono aperti gli oculi mistilinei.
All’interno recenti restauri
hanno riscoperto interessanti affreschi, della fine del XIV e del
XV sec, che rimandano al clima devozionale ed artistico dell’epoca.
Nel presbiterio, una raffinata
raffigurazione di “Madonna con Bambino”, squisitamente gotica, mutila della
parte superiore, è rinchiusa in una cornice floreale ed è
affiancata da altri riquadri, alcuni dei quali appartenenti alla stessa
compagine figurativa, nei quali sono presenti varie figure di santi, oggetto
di particolare venerazione.
Nella parete sinistra si
intravedono sopravvivenze di una “Madonna della Misericordia” e di personaggi
identificabili con i re Magi, figurazione, quest’ultima, coerente con l’antica
vocazione della cappella preesistente alla chiesa.
Il soggetto è ripreso
nel dipinto presente nel primo altare della parete sinistra,
“Adorazione dei Magi con i Santi Stefano e Siro”, del 1609, di Domenico
Carpinoni.
Altri lacerti di affreschi
medioevali emergono dalle pareti della chiesa, che, rinnovata nel corso
dei secoli, conserva inoltre una tela seicentesca del “Cristo Crocifisso”
e la pala della “Madonna con Bambino” del 1745, di Antonio Gualdi.
La chiesetta documenta una
serie di vicende storiche ed artistiche che hanno coinvolto non solo la
zona di Cividate, ma l’intero territorio della Vallecamonica, quale luogo
di vita, di devozioni e di transito.
A cura di L. Fratti e
della classe IV B I.P.S.S.C.T. “G. Ghislandi” Breno
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