LA CHIESA DI SANTO STEFANO

Cividate La chiesa di S.Stefano è costruita sulla rupe che entrando in Cividate ci accoglie vigilando sui resti del ponte romano.  Per molto tempo esso è stato uno  dei pochi punti stabili di attraversamento dell’Oglio e  solo nell’800 è stato ricostruito più a valle. A testimoniarne l’importanza assunta nel Medioevo, molti documenti del periodo elencano le varie spese di manutenzione che anche i paesi vicini dovevano sostenere.
Dalla piazzola vicino al ponte partiva la strada che  portava all’ingresso originario della chiesa. Il sito è uno dei più importanti del territorio comunale sotto il profilo storico e archeologico. Gli scavi condotti alla fine degli anni ’60 hanno evidenziato come questo luogo sia stato frequentato fin dall’età del Bronzo e come esso costituisca uno tra i più affascinanti esempi di stratificazione archeologica di tutta la Vallecamonica.
Lo scavo eseguito sulla rupe ha restituito materiali oltre che del Bronzo (II mill. a.C.) anche del Ferro (I mill. a.C.) e poi di epoca romana.  La fase romana è testimoniata da numerosi reperti tra cui frammenti di laterizi, epigrafi votive, numerosi frammenti di cornice architettonica in marmo con decorazione ad ovuli, un basamento di colonna, un frammento di ara ed una targa anepigrafi, lastre sagomate ed una mensola in stile corinzio. Al Museo (sala 1) sono esposti un elemento architettonico monumentale ed una mensola in marmo databili al I-II sec. d.C. provenienti da S.Stefano. Il ritrovamento di epigrafi votive (una con dedica a Giunone o Iside, una agli Dei e alle Dee. Conservate al Museo di Bergamo), ha dato adito all’ipotesi che il sito ospitasse un luogo di culto che dominava dall’alto la città.
Resti di strutture del periodo romano sono state ritrovate anche negli scavi vicino all’abside e, ai piedi della  rupe è visibile  la muratura di una casa romana. Le forme attuali della chiesa sono il risultato di varie modifiche avvenute nell’arco di molti secoli.
La fondazione della chiesa avviene nel periodo carolingio, VII-VIII sec. Si trattava di un edificio di modeste dimensioni che aveva un’abside rettangolare. L’analisi degli alzati ha permesso di individuare come altomedioevali le murature ai lati della navata tuttora esistenti.

Attorno al XII,XIII secolo la chiesa ha subito ampliamenti in forme romaniche con l’allungamento della navata, il cambiamento dell’abside da rettangolare a semicircolare e le finestre preesistenti vengono ridotte fino a formare delle monofore simili a feritoie. All’interno dell’abside durante gli scavi è stato riportato alla luce l’altare romanico, impostato sul basamento capovolto di una colonna di epoca romana e con tracce di affresco.
In seguito, nel XV sec., vengono costruite nuove strutture : un portico affacciato sul dirupo del quale rimangono poche tracce e la sacrestia, viene poi modificato il campanile romanico. Alla fine del 1700 viene spostato l’accesso realizzando la scalinata in pietra che sale da via Palazzo; dell’antico accesso rimane visibile l’arco murato presente nel muro di cinta del sito, quindi viene rialzato il campanile e costruita una nuova struttura che ingloba il portico, vengono aperte porte e finestre che si fronteggiano regolari. In questo modo la chiesa assume le forme attuali.
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